Clicca qui per tornare alla pagina principale...
campagne
notizie recenti
12'000 firme per un'AET senza carbone
Comitato di sostegno delle associazioni contro il carbone AET
Eccolo di nuovo il movimento antiatomico
Lunedì di Pentecoste: insieme contro il nucleare
Greenpeace Ticino sostiene l'iniziativa anti carbone
Archivio notizie
NO al carbone: firma l'iniziativa

Il messaggio governativo che chiede al Gran Consiglio di approvare la partecipazione dell’Azienda Elettrica Ticinese ad una nuova centrale a Carbone in Germania (Lünen, Stadtwerkebund Trianel) è sconcertante ma è stato accettato a grande maggioranza dal parlamento cantonale. Il carbone - oltre ad essere conosciuto tra i vari combustibili fossili come il peggiore killer del clima - pone una serie di problemi di inquinamento dell’aria.

I milioni previsti dovrebbero invece essere stanziati per provvedimenti di efficienza energetica e di potenziamento delle energie rinnovabili in Ticino.

Un'iniziativa popolare contro gli investimenti di AET nel carbone è stata lanciata.

Scarica qui il formulario di raccolta delle firme.

Non ti scordar di....: azione in vista della votazione finale
Carbone AET: investimento irresponsabile
Lettera ai gran consiglieri
Visita da Lünen: conferenza stampa
3234 firme contro il carbone AET
Gli argomenti in favore della petizione in sintesi
La denuncia degli abitanti di Lünen
Il rischio di un investimento fallimentare
L'argometario contro la centrale a carbone
Il formulario cartaceo per la raccolta firme
I veri costi globali del carbone (inglese / sintesi in italiano)
Le false speranze dei sistemi di recupero del CO2 (inglese)
Invia un e-mail o una lettera di protesta all'AET (WWF Svizzera)
Lettera de I Verdi a tutti i gran consiglieri (Agosto 2008)

facebook groop

Gli investimenti vanno fatti nelle energie rinnovabili e nell'efficienza energetica
Carbone: killer del clima e dannoso per la qualità dell'aria


Greenpeace Ticino è sconcertato dal messaggio governativo che chiede di approvare la partecipazione dell’Azienda Elettrica Ticinese con 56 milioni di Euro (ovvero oltre 80 milioni di franchi) ad una nuova centrale a carbone in Germania (Lünen, Stadtwerkebund Trianel). Il carbone - oltre ad essere conosciuto tra i vari combustibili fossili come il peggiore killer del clima - pone una serie di problemi di inquinamento dell’aria.

Nei prossimi anni deve essere intrapreso tutto il possibile per limitare il riscaldamento climatico globale ad un massimo di 2 °C rispetto al periodo preindustriale. In caso contrario le conseguenze per l’umanità, l’ambiente e l’economia saranno insopportabili. Ciò significa che la crescita delle emissioni di gas ad effetto serra in Svizzera deve essere ridotta di almeno il 30% entro il 2020. Ogni aumento delle emissioni è quindi un atto irresponsabile verso le future generazioni.
La centrale a carbone emetterà in un anno l’equivalente delle emissioni di CO2 causate da un milione di svizzeri messi insieme. L’opzione della ditta TRIANEL di attrezzare in futuro la centrale con un sistema di recupero e deposito del CO2 è una scandalosa manovra diversiva, dato che è tutt’altro che certo che si riuscirà a trovare un sistema sicuro ed efficace a lungo termine .
L’aria nella regione dove sarà realizzato l’impianto è già pesantemente inquinata dalla centrale a carbone esistente (polveri fini, metalli pesanti, rame,..). Già nel novembre del 2006 un noto pediatra di Lünen aveva reso attenta l'opinione pubblica sugli effetti osservati sui bambini. Nonostante i previsti sistemi di filtraggio dei gas di scarico nella nuova centrale non esistono studi a lunga scadenza sulla loro effettiva efficacia. La documentazione di TRIANEL a questo proposito è quindi tendenziosa.
Dal punto di vista dell’efficienza energetica il rendimento della nuova centrale termoelettrica è miserabile e non raggiunge nemmeno il 50%.

Ci sembra fuori luogo contribuire come ticinesi a notevoli emissioni inquinanti in Germania e sfruttare una legislazione permissiva. L'investimento da parte delle aziende elettriche straniere viene giustificato infatti dal direttore di TRIANEL il 03.04.2008 con le favorevoli e quindi blande condizioni ambientali di autorizzazione per una centrale questo tipo.

Greenpeace Ticino si unisce alla protesta della popolazione locale e dei medici di Lünen e dintorni. La mobilitazione locale contro la centrale tedesca è notevole. Nel 2007 ben 12000 firme sono state raccolte contro la centrale. Ben 100 medici (iniziativa dei medici) hanno sottoscritto una petizione contro il nuovo impianto per difendere la salute dei propri pazienti. L’alleanza “BUND Nordrhein-Westfalen” contro le nuove centrali a carbone in cooperazione con  “L’iniziativa civica” (“BI Kontra Kohlekraftwerk”) ha inoltrato una denuncia contro il nuovo impianto. Nonostante ciò la ditta TRIANEL ha iniziato i preparativi del cantiere. Non è quindi escluso che il progetto si riveli una rovina finanziaria se gli argomenti della popolazione saranno riconosciuti validi in tribunale.

Greenpeace Ticino assieme alle associazioni locali tedesche contro la nuova centrale a carbone invita tutti i gran consiglieri a bocciare la partecipazione di AET a questo progetto. Greenpeace Ticino propone di destinare i milioni previsti per provvedimenti di efficienza energetica e di potenziamento delle energie rinnovabili in Ticino. Anche in prospettiva di una possibile recessione economica gli investimenti dovrebbero essere fatti sul nostro territorio e non all’estero.

torna all'inizio

Progettata a Lünen una centrale elettrica a carbone del gruppo Trianel-Energie
L’Alleanza sporge querela contro la centrale

16.06.2008 –L’alleanza nazionale delle associazioni per l'ambiente e la protezione della natura in Germania (BUND) della regione NordReno-Westfalia ha sporto querela oggi, all'Istituto Superiore del tribunale amministrativo di Münster,  contro la prevista costruzione a Lünen di una centrale elettrica a carbone fossile. La querela è diretta contro coloro del governo distrettuale di Ansberg che il 6 maggio emisero un' approvazione preliminare in favore della centrale elettrica da 750 megawatt progettata per il porto vecchio di Lünen. La querela è sostenuta dall'iniziativa civica “Contro le centrali elettriche a carbone fossile” (BI-KKK “BI Kontra Kohlekraftwerk”).
Con la querela sarà ormai avviato un esame giudiziario per un'approvazione. Il BUND e il BI sono fiduciosi del fatto che l’illegalità nella pianificazione della centrale sarà accertata e che il progetto verrà abbandonato. La querela non avrà un effetto sospensivo, visto che TRIANEL dovrebbe iniziare prossimamente con i primi lavori di cantiere per la costruzione. Alla luce della denuncia tutti i costi correlati sono assunti completamente a suo rischio e senza la sicurezza prevista dalla legge di evitare una successiva demolizione.

Il BUND ritiene che l'approvazione preliminare per la centrale elettrica a carbone sia illegale, in quanto le condizioni stabilite dal Governo federale riguardanti l’inquinamento non sono rispettate. L'attività degli impianti metterebbe a rischio la salute umana, gli agenti inquinanti causerebbero danni ambientali e l'emissione irresponsabile di CO2 contribuirebbe al mutamento climatico.

Attraverso una simile centrale elettrica  “assassina del clima”, il vantaggio legale dell'utilizzo economico ed efficiente dell'energia verrebbe sconfessato in modo eclatante. Inoltre la Terra sarebbe gravata dall'emissione nell'atmosfera di un massimo di 5,7 milioni di tonnellate di gas serra di biossido di carbonio. Un uso efficiente del calore attraverso la cogenerazione non è stato previsto, così come lo smantellamento dei vecchi impianti.  Inoltre la salute delle persone di Lünen e della regione circostante verrebbe messa in pericolo da polveri fini e metalli pesanti dannosi per la salute.
Giuridicamente il Bund viene rappresentato dagli esperti di diritto relativo alla pianificazione e all'ambiente: lo studio legale di Francoforte Philipp-Gerlach & Teßmer. Essi attualmente lavorano in stretta collaborazione con il Bund e il BI.


Il Bund e il BI-KKK invitano la popolazione interessata a sostenere energicamente la querela. Tanto le obiezioni delle cittadine e dei cittadini quanto le preoccupazioni di una gran parte dei Medici di Lünen sono state ignorate. L'iniziativa civica ha annunciato che la lotta contro il progetto della centrale continuerà con azioni ancora più decisive e creative. Così la BI  raccoglie da alcune settimane la carta straccia, nonché i metalli non ferrosi.  I proventi vanno su un conto per le donazioni in favore della querela.
Per il BUND la querela è di importanza cruciale per il cambiamento della politica sulla protezione del clima  nel paese.  La regione della Ruhr tra Krefeld e Hamm è il luogo centrale della discussione politica sul clima, poiché solamente in quest’area erano state progettate addirittura sette centrali elettriche a carbone “assassine del clima”. Contro il potere di altre due aziende elettriche intenzionate anche loro a lanciarsi nel carbone (Herne (Evonik) e Datteln (E. On)) il Bund è già pronto a
presentarsi davanti al giudice.

torna all'inizio

Posa della prima pietra della centrale a carbone di Lünen
L'alleanza tedesca per la protezione dell’ambiente e della natura mette in guardia contro un investimento fallimentare

03.09.2008 – In seguito alla denuncia dell’alleanza tedesca per la protezione dell’ambiente e della natura (Bund für Umwelt und Naturschutz in Deutschland) l’inizio dei lavori avviene a rischio e pericolo dell’azienda Trianel. In vista della posa della prima pietra della centrale a carbone del gruppo Trianel, prevista nel Lüner Stummhafen in presenza del ministro dell’energia del Nord Reno-Westfalia Christa Thoben, l’associazione regionale dell’Alleanza del Nord Reno-Westfalia ha messo in guardia contro il pericolo di un investimento fallimentare.

Paul Kröfges, presidente dell’alleanza nel Nord Reno-Westfalia, si esprime così: “L’inizio dei lavori per la costruzione di questo impianto dall’impatto climatico catastrofico è un rischio imprenditoriale. Non esiste infatti nessuna garanzia giuridica per il progetto. Grazie alla querela inoltrata presso il tribunale amministrativo superiore l’alleanza è riuscita a evitare l’entrata in vigore di una simile garanzia.”

L’allenaza ha deposto una querela contro la prevista centrale a carbone presso il tribunale amministrativo superiore di Münster il 16 giugno 2008. La querela riguarda la risposta provvisoria rilasciata il 6 maggio dalla giunta provinciale di Arnsberg e la prima parziale autorizzazione per la prevista centrale da 750 megawatt. La causa è pure sostenuta dall’iniziativa civica Contro la Centrale a Carbone (BI-KKK
“BI Kontra Kohlekraftwerk”).

Attualmente l’Alleanza sta lavorando alacremente a una motivazione dettagliata della querela. Per il momento il tribunale amministrativo superiore non ha ancora comunicato all’associazione ambientalista il termine d’inoltro della querela. L’inoltro della querela ha fatto scattare la verifica giuridica dell’avviso di autorizzazione. L’alleanza e il BI-KKK credono fermamente che un’attenta analisi sancirà l’irregolarità del progetto. Per questo motivo non è da escludere un futuro abbattimento dell’impianto. “Insomma, la centrale rischia di diventare un investimento fallimentare.” Queste le parole del presidente regionale dell’alleanza Kröfges. Secondo L’Alleanza i fornitori d’energia partecipi all’unione delle aziende municipalizzate Trianel avrebbero fatto meglio a investire gli 1.4 miliardi di euro previsti in progetti di risparmio energetico, nella promozione delle energie rinnovabili e in efficienti centrali a gas decentralizzate a cogenerazione con una produzione di calore ed elettricità.

L’alleanza considera "un’inammissibile l’ignoranza in materia di politica ambientale” del ministro dell’energia del Nord Reno-Westfalia Thoben. Se l’impianto dovesse entrare in funzione, verrebbero immessi nell’atmosfera fino a 5.7 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Un impiego efficiente del calore di scarto grazie all’impiego di sistemi di cogenerazione con produzione combinata di calore ed elettricità non è previsto e nemmeno è prevista la chiusura dei vecchi impianti. Il quadro giuridico che impone un impiego più parsimonioso e più efficiente dell’energia viene violato in modo eclatante da una simile centrale. Inoltre, la salute della popolazione residente a Lünen e nei dintorni sarebbe messa a repentaglio da dannose polveri fini e metalli pesanti.

torna all'inizio

Fatti & Argomentario
Perché nessuna nuova centrale a carbone a Lünen (Gemania)?

1. Lünen dispone già di una tale accumulazione di inceneritori e centrali elettriche (ad esempio la centrale a carbone della STEAG, la centrale a biomassa di Remondis), così che già oggi la città dà il suo contributo alla sicurezza di approvvigionamento oltre i limiti di carico ambientale. Accanto ai piani di TRIANEL di costruire una centrale a carbone a due blocchi, anche la STEAG progetta un nuovo blocco a Lünen. La città avrebbe così nella peggiore delle ipotesi 4 centrali a carbone. Inoltre, nelle città vicine a Lünen esistono già una varietà di centrali, così che il fabbisogno energetico nella regione è più che coperto.

2. L’inquinamento dell’aria a Lünen è già adesso da considerarsi preoccupante – contrariamente a quanto asserito da politici e dall’ufficio regionale dell’ambiente. I piani della centrale della TRIANEL prevedono di allontanare i fumi sviluppati dal processo di combustione del carbone non come usualmente con una ciminiera, ma attraverso una torre di raffreddamento. Questo modo di allontanamento dei fumi non è ancora sufficientemente investigato. Inoltre non esistono studi di lunga durata riguardo agli effetti sulla salute e l’ambiente, così che una minaccia per la popolazione non può essere esclusa al 100%.

3. Nelle informazioni sulla progettata centrale a carbone, TRIANEL si dice impegnata a favore del clima. Questo impegno personale sembra dubbioso, visto che costruisce una centrale a carbone con un rendimento di circa il 46%, malgrado sia possibile ottenere un rendimento attorno al 80-90% tramite un sistema di accoppiamento forza-calore. Il rendimento della centrale a carbone di ca. 46% viene raggiunto fra le altre cose grazie all’allontanamento dei fumi attraverso una torre di raffreddamento e rinunciando a costruire una ciminiera. Senza questa misura il grado di rendimento calerebbe di ca. 10%. Nel calcolo del grado di rendimento non sono considerati l’importazione da oltre oceano con navi da carico, i successivi mezzi di trasporto, l’imballaggio così come l’estrazione e la lavorazione del carbone. Ciò ridurrebbe ulteriormente il grado di rendimento della centrale a carbone.
Se si vuole proprio danneggiare il clima esiste comunque la possibilità di costruire centrali a gas (rendimento ca. 56%) o centrali a gas basate sulla cogenerazione (Blockheizkraftwerke) (rendimento 80-90%). Le energie rinnovabili sono però la vera alternativa (vento, sole, etc.) assieme all'efficienza energetica.
La centrale a carbone emetterà in un anno 6 milioni di tonnellate di CO2, ovvero l’equivalente delle emissioni causate in un anno da un milione di svizzeri messi insieme. L’intenzione di TRIANEL di equipaggiare la centrale in un secondo tempo con un’istallazione per il recupero e il deposito del CO2 – non appena la tecnologia è a disposizione – è una manovra diversiva. Attualmente non è prevedibile se un deposito di CO2 è tecnicamente fattibile. Inoltre la sicurezza a lungo termine di un tale deposito non è garantita e contiene rischi ecologici.

4. Affinché l’elettricità prodotta da TRIANEL possa essere immessa nella rete europea, oltre alle due linee ad alta tensione già esistenti, siccome la loro capacità non è sufficiente, deve essere costruito un nuovo tracciato attraverso il Mühlenbachtal. Questo è un intervento inaccettabile e inutile nel vicino e amato spazio ricreativo.

5. La Lippe – il fiume di Lünen – è legittimato come zona FFH (flora, fauna, habitat) ed è quindi sotto il più alto stato di protezione europeo. Secondo la breve descrizione del progetto di costruzione e l’esame d’impatto ambientale di TRIANEL il contenuto salino della Lippe già adesso non coincide con le direttive europee sull’acqua. Questo non dovrebbe però rappresentare alcun ostacolo per la costruzione della centrale a carbone, siccome il carico aggiuntivo è “trascurabile”. Ciò dovrebbe essere valido anche per l’introduzione di calore nella Lippe, cosa che non è per nulla trascurabile.
Già negli scorsi anni centrali elettriche hanno dovuto essere abbassate o spente, poiché la direttiva sulle acque a favore dei pesci (temperatura < 28°C) non ha potuto essere rispettata.
Secondo la documentazione di TRIANEL la situazione in futuro si dovrebbe migliorare grazie alla scadenza di vecchie licenze per il raffreddamento nella Lippe.
L’iniziativa civica (Bürgerinitiative) non condivide questi pareri. La già avvenuta inadempienza della direttiva europea sull’acqua è un segno allarmante e non può essere assolutamente ignorato.

6. La costruzione della centrale TRIANEL riduce le qualità abitative a Lünen e ostacola il cambiamento da una città industriale e di attività mineraria ad un luogo moderno, attivo e vicino alla natura. Attraverso ciò Lünen perde attrattività quale luogo di residenza sia per i vecchi sia per i nuovi cittadini. Numero di abitanti in ribasso e relative perdite in tasse ne sono la conseguenza.
La costruzione della centrale a carbone può condurre ad una svalutazione dei fondi rispettivamente delle proprietà immobiliari nei settori colpiti.

7. La partecipazione di AET a questo grande investimento è legata a rischi finanziari incalcolabili. Se a causa dei cambiamenti climatici si arrivasse ad una politica coerente di riduzione di CO2, dove bisognerebbe pagare per le emissioni di CO2, allora le basi di calcolo non reggerebbero più e i deficit saranno addebitati al consorzio TRIANEL (e quindi anche AET).

8. L’AET è una società a capitale pubblico, che dovrebbe avere come scopo l’approvvigionamento energetico del cantone. Per questo motivo il suo scopo dovrebbe essere di costruire un’economia elettrica sostenibile e indipendente, legata al nostro territorio, che dovrebbe avere come priorità favorire il benessere dei cittadini e del cantone invece che perseguire il profitto ad ogni costo.

9. L’osservanza degli obbiettivi di protezione del clima dell’Unione Europea e la costruzione di oltre 40 nuove centrali a carbone in Germania con tempo di impiego di 50 anni e più si escludono a vicenda.

torna all'inizio
 
Solar generation



campagne