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L’iniziativa anti-carbone raccoglie il sostegno di 11
associazioni
Comitato di sostegno delle associazioni contro il carbone AET
26.05.2010, Bellinzona - L’iniziativa popolare
lanciata dai Verdi raccoglie un nuovo importante sostegno. Si
è costituito infatti oggi il comitato apartitico delle
associazioni. Ne fanno parte 11 associazioni o gruppi: il WWF Svizzera
italiana, Greenpeace Ticino, ACSI, Inter-Agire, Medici per
l’Ambiente, l’Associazione Piano di Magadino a
misura d’uomo, Bioticino, ConProBio, Pro Natura Ticino, SOS
Mendrisiotto Ambiente e l’Associazione di costruzione
bioecologica Ticino. Visto il variegato spettro di temi in cui si
impegnano le varie associazioni i motivi per appoggiare
l’iniziativa sono molteplici: ambientali, socio-umanitari ed
economici.
Protezione del clima ed
Inquinamento atmosferico
Una seria e lungimirante protezione del clima terrestre passa
necessariamente per l’abbandono delle energie fossili ed in
particolare – per quanto riguarda la produzione di energia
elettrica – dall’uscita dal carbone che
contribuisce a ben il 41% delle emissioni globali di gas serra. Alla
luce dell’impellente necessità di limitare il
surriscaldamento climatico globale di origine antropica al di sotto dei
2 gradi per evitare conseguenze insostenibili per
l’umanità e gli ecosistemi (ad esempio quello
alpino), un simile investimento è totalmente irresponsabile
e interamente a scapito delle generazioni future. Invece di orientare
finalmente la politica energetica cantonale verso
l’efficienza energetica, magari tentando di scrollarsi di
dosso il triste primato nazionale di riscaldamenti elettrici, un
assurdo spreco, oppure investendo nelle energie rinnovabili (ad esempio
nel solare o nell’eolico in Svizzera e all’estero)
si persevera nell’era fossile ormai totalmente anacronistica.
L’aria nella regione dove sarà realizzato
l’impianto è già pesantemente
inquinata. Nonostante i previsti sistemi di filtraggio delle emissioni
sui camini non esistono studi sulla loro effettiva efficacia sul lungo
periodo. Alle associazioni che hanno aderito al comitato sembra inoltre
assolutamente fuori luogo contribuire come ticinesi a notevoli
emissioni inquinanti in Germania. Inoltre, dal punto di vista
dell’efficienza energetica, il rendimento della nuova
centrale termoelettrica è miserabile e non raggiunge nemmeno
il 45%.
Condizioni ambientali e
di lavoro nei paesi di produzione del carbone
L’estrazione del carbone avviene in miniere a cielo aperto o
in miniere sotterranee. Le miniere a cielo aperto sono quelle
dall’impatto più devastante. Regioni molto estese
vengono infatti private dei loro ecosistemi di superficie e le zone
adiacenti diventano inabitabili per l’inquinamento. In molti
paesi occidentali come la Germania, l’estrazione del carbone
è diventata troppo costosa sia in termini di manodopera sia
ambientali. Gran parte del carbone proviene quindi da paesi in via di
sviluppo, dove le condizioni di lavoro sono disastrose. Ad esempio a
Jharia, in India, nei pressi di una delle più importanti
miniere indiane, migliaia di persone vivono in condizioni terribili
attorno a una miniera di carbone a cielo aperto che spesso è
soggetta a processi di autocombustione. Prima della miniera,
c’era una meravigliosa foresta abitata da alcune
tribù indigene. La miniera colombiana di
Cerrejón Zona Norte (la Colombia è il quarto
esportatore mondiale di carbone) nella penisola di Guajira è
la più grande miniera di carbone a cielo aperto,
famosa per la ripetuta violazione dei diritti delle
popolazioni indigene e afro-colombiane. Centinaia di famiglie
sono state spostate con la forza e senza compensi,
distruggendo spesso sia i legami familiari che quelli collettivi.
Il fiasco economico
dietro l’angolo
L’investimento nel carbone ha una redditività
dimostrata solo e soltanto a cortissimo termine. In futuro la centrale
potrebbe dover pagare delle tasse per le sue ingenti immissioni di CO2.
In tempi di crisi economica le preziose risorse finanziarie destinate
al carbone dovrebbero essere investite in Ticino (nelle fonti
rinnovabili e nell’efficienza energetica finora in gran parte
dimenticate dall’AET).
Il comitato apartitico delle 11 associazioni appena costituito (formato
da WWF Svizzera italiana, Greenpeace Ticino, ACSI, Inter-Agire, Medici
per l’Ambiente, l’Associazione Piano di Magadino a
misura d’uomo, Bioticino, ConProBio, Pro Natura Ticino, SOS
Mendrisiotto Ambiente e Associazione di costruzione bioecologica
Ticino) invita tutti i cittadini ticinesi a firmare e far firmare
l’iniziativa scaricabile dal sito www.noalcarbone.ch.
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