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Greenpeace Ticino sostiene l'iniziativa anti carbone
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Il gruppo regionale non demorde e sostiene l'ultima carta a disposizione
Greenpeace Ticino sostiene l'iniziativa anti carbone

18.05.2010, Bellinzona - L’irresponsabile decisione del Gran Consiglio che ha avvallato l’investimento di AET nella centrale a carbone di Lünen non ferma Greenpeace Ticino che continua la sua lotta iniziata quasi due anni fa. Il gruppo regionale Greenpeace Ticino sostiene con convinzione l’iniziativa cantonale lanciata dai Verdi. Per questo il gruppo ambientalista ha aderito al comitato apartitico di sostegno all’iniziativa.
Greenpeace Ticino invita tutti i cittadini ticinesi a firmare e a far firmare al più presto l’iniziativa. Rimane un mese di tempo.

Più di un anno e mezzo di battaglia e di impegno sul terreno non sono bastati per evitare l’avvallamento dell’investimento nel carbone tedesco da parte dell’Azienda Elettrica Ticinese: una petizione (che già allora aveva raccolto più di 3500 firme), diverse prese di posizione con gli argomenti validi per opporsi a questa forma di energia e alcune azioni non hanno purtroppo impedito la decisione irresponsabile del Gran Consiglio.
Greenpeace Ticino non demorde e sostiene l’ultima carta a disposizione dei Ticinesi per far cedere ad AET le sue partecipazioni carbonifere. Greenpeace Ticino sostiene con convinzione l’iniziativa popolare cantonale lanciata dai Verdi, volta a modificare la legge cantonale sull’AET e a impedire investimenti nel carbone. Il gruppo regionale dell’associazione ambientalista ha quindi aderito al comitato apartitico di sostegno all’iniziativa, che si presenterà prossimamente.
Una seria protezione del clima terrestre passa necessariamente per l’abbandono delle energie fossili ed in particolare – per quanto riguarda la produzione di energia elettrica – dall’uscita dal carbone. Alla luce dell’impellente necessità di limitare il riscaldamento climatico globale di origine umana al di sotto dei 2 gradi, un simile investimento è totalmente irresponsabile e interamente a scapito delle generazioni future. Non vanno inoltre dimenticati gli aspetti della provenienza del carbone, spesso estratto da minatori in condizioni disumane nei paesi poveri.
Invece di orientare finalmente la politica energetica cantonale verso l’efficienza energetica, magari tentando di scrollarsi di dosso il triste primato nazionale di riscaldamenti elettrici inefficienti, oppure investendo nelle energie rinnovabili (ad esempio nel solare o nell’eolico in Svizzera e all’estero) si persevera nell’era fossile ormai totalmente anacronistica.

Scarica qui il formulario di raccolta delle firme.

La campagna clima
Solar generation


 
STOP al carbone!