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Consegnata la petizione al Gran Consiglio, invito a non sporcarsi 3'234 firme contro il carbone AET
26.01.2009, Bellinzona - Attivisti di Greenpeace Ticino – alcuni neri di carbone, altri raggianti e solari – hanno consegnato al Gran Consiglio la petizione “No al carbone”. La petizione chiede al Gran Consiglio di bocciare la partecipazione fino ad oltre 80 milioni di franchi dell’Azienda Elettrica Ticinese ad una nuova centrale a carbone a Lünen (Germania) e di destinare queste risorse finanziarie per investimenti in Ticino nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica. Essa ha raccolto 3'234 firme di cittadine e cittadini ticinesi preoccupati per il pesante impatto sul clima e sulla qualità dell’aria che la costruzione di questa centrale a carbone comporterebbe.
Oggi, poco prima della seduta del Gran Consiglio, volontari di Greenpeace Ticino hanno consegnato al Presidente del Gran Consiglio Norman Gobbi le firme della petizione “No al carbone AET”. La petizione, sottoscritta da 3'234 cittadine e cittadini, chiede al Parlamento di bocciare la partecipazione fino ad oltre 80 milioni di franchi dell’Azienda Elettrica Ticinese ad una nuova centrale a carbone a Lünen in Germania. Queste preziose risorse finanziarie dovrebbero invece essere investite in Ticino nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica. La petizione è stata sostenuta anche da WWF sezione della Svizzera Italiana, SOS Mendrisiotto Ambiente, I Verdi del Ticino, Partito Socialista, Bellinzona vivibile e L’aria di domani. Alcuni dei loro rappresentanti erano sul posto.
Una colorita manifestazione coreografica ha accompagnato la consegna delle firme. Gli attivisti del gruppo regionale Greenpeace Ticino – alcuni vestiti di nero e sporchi in volto, altri solari e raggianti – hanno distribuito i primi carbone e i secondi biscotti di stampo solare, chiedendo provocatoriamente ai parlamentari se hanno intenzione veramente di sporcarsi con il carbone o non preferirebbero investire nella rivoluzione energetica, ovvero nell’efficeinza energetica e nelle energie rinnovabili.
Il carbone – oltre ad essere conosciuto tra i vari combustibili fossili come il peggiore killer del clima (sia per quantità, causa infatti il 41% delle emissioni globali di gas serra, che per la sua inefficienza, è infatti il più grande emittore a parità di produzione elettrica) – pone una serie di problemi d’inquinamento dell’aria. I costi esterni globali del carbone sono stati stimati nel 2007 a 356 miliardi di Euro.
La nuova centrale a carbone a cui l’AET vorrebbe partecipare finanziariamente emetterà l’equivalente delle emissioni di CO2 causate da quasi un milione di svizzeri messi insieme. L’aria nella regione dove sarà realizzato l’impianto è già pesantemente inquinata e per questo la mobilitazione locale contro la centrale tedesca è notevole. Nel 2007 sono state raccolte 12’000 firme contro la centrale e ben 100 medici hanno sottoscritto una petizione contro il nuovo impianto per difendere la salute dei loro pazienti. È quindi insostenibile oltre che arrogante contribuire come ticinesi a notevoli emissioni inquinanti in Germania.
Oltre ai palesi problemi di inquinamento, sul progetto incombe un ricorso (su cui si andrà in aula nel mese di marzo) e sempre che il progetto riesca ad essere realizzato, rischia di essere un investimento decisamente poco redditizio, se in futuro la centrale dovesse pagare per le sue immissioni di CO2.
Il Gran Consiglio dovrà pronunciarsi sul credito in una delle sue prossime sedute. I 3'234 firmatari della petizione chiedono a gran voce una bocciatura del messaggio visto che la decisione non è referendabile.
Ulteriori informazioni sono ottenibili nella pagina di approfondimento.
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